La Cupola delle Rocce, la Chiesa del Santo Sepolcro e la Chiesa della Natività: sono senza dubbio i luoghi spirituali e i punti di riferimento più famosi della Palestina. Per molti turisti, questi luoghi rappresentano le attrazioni principali della Terra Santa. Bisogna però ricordare che la spiritualità in Palestina ha radici profonde; non la si trova solo nelle chiese e nelle moschee ma anche nelle grotte, nei mosaici e nelle colline del deserto, e se guardi bene le tracce di una vita precedente al monoteismo sono dappertutto. Le tre grandi religioni monoteiste sono nate in questa terra: il nome Terra Santa non è caso, infatti. Templi, sinagoghe, chiese, moschee – a volte ben tenute, altre volte in rovina – dietro ogni angolo ne puoi trovare una. Vi sono moltissimi luoghi spirituali poco conosciuti, ma che valgono assolutamente una visita una volta che ti trovi in Palestina.

 

  1. Hebron e dintorni

La zona tra Betlemme ed Hebron ha avuto da sempre un’importanza religiosa dal momento che sia Betlemme che Hebron sono due città antiche con una lunga storia alle spalle. Sia i luoghi che le strade tra le due città erano luoghi importanti per le credenze pagane e in seguito divennero luoghi cruciali per le religioni monoteiste, vecchi rituali che fluiscono nei nuovi. Alcuni luoghi esistono tutt’ora, altri sono in rovina, nascosti dalla storia e dallo scorrere del tempo. Puoi scoprire luoghi antichi nei villaggi lungo la strada tra Betlemme ed Hebron che sono all’esterno del cammino abituale. Per esempio è stata scoperta una chiesa Bizantina con il tratto unico di avere una vasca battesimale collegata ad una sorgente naturale. Gli archeologi hanno anche lavorato sul sito storico di Mamre, associato ad Abramo e pima ancora anche alla fede e ai riti pagani.

Se vuoi saperne di più, puoi contattare l’ Hebron France Association (Associazione Francese di Hebron) per organizzare un tour in questi luoghi:  http://hebron-france.org/en/

2.    Nabi Musa

Secondo le fonti islamiche, Mosè (Musa in arabo) è sepolto al Maqam El Nabi Musa (Santuario El Nabi Musa), vicino a Jericho. La strada che collegava Gerusalemme a Jericho era una delle strade principali utilizzate dai musulmani nel Mediterraneo per compiere il pellegrinaggio alla Mecca. L’edificio a cupola che contraddistingue il mausoleo di Mosè era locato in quella che era la prima tappa della strada da Gerusalemme alla Mecca, alla fine del primo giorno di cammino. Originariamente, non era identificato come la tomba di Mosè ma piuttosto come un luogo dove i pellegrini potevano ammirare la Valle del Giordano e scorgere il Monte Nebo dove si trovava, secondo la bibbia ebraica, la tomba di Mosè. Nel 1269 un sultano Mamelucco costruì un piccolo tempio che divenne poi famoso quando i Mamelucchi sconfissero i crociati e conquistarono le città e le aree rurali dal Libano fino ad Hebron. I santuari erano solitamente dedicati ai profeti o ai compagni di Maometto. A Nabi Musa sono stati costruiti ostelli per i viaggiatori giusto accanto al santuario, e l’hospice (ricovero gestito generalmente da cristiani) nella sua forma attuale fu costruito tra il 1470 e il 1480. Con il tempo, il luogo da cui si osservava la tomba di Mosè fu lentamente confuso con la tomba stessa di Mosè.

  1.      Sebastia

Sebastia ha molto da offrire: tesori archeologici, una vita rurale pittoresca e meravigliosi scorci naturali. Uno dei punti clou è la testa di Baal mostrata in quella che si suppone sia la tomba di Giovan Battista, nel luogo che ospita ora la moschea del villaggio la quale, nei tempi antichi, ospitava una chiesa crociata dedicata per l’appunto a Giovan Battista. Camminando per il centro storico di Sebastia, troverai un tempio d’epoca romana dedicato al dio Augusto, ma anche un’acropoli dell’epoca del re Omri e del Re Ahab, re israeliti nominati nell’Antico Testamento. Solo pochi luoghi hanno la capacità di calarti nel percorso e nella storia della fede, della spiritualità e dell’organizzazione religiosa attraverso i secoli.

4.    Samaria

Non lontano da Sebastia si trova il monte Gerizim, la montagna sacra per i Samaritani. I Samaritani hanno vissuto e professato la loro fede nella zona di Nablus e sul monte Gerizim per migliaia di anni e nonostante il loro numero sia diminuito in maniera significativa, contiamo comunque più Samaritani oggi che nel secolo scorso. I Samaritani credono in un unico Dio, YHWH, lo stesso dio riconosciuto dai profeti ebrei. Credono che sia il monte Gerizim, e non Gerusalemme, il santuario scelto dal Dio di Israele. Si riferiscono a se stessi non come ebrei ma come israeliti ed hanno sempre fatto parte della società della zona di Nablus. Oggi i Samaritani vivono sul monte Gerizim ma nel passato la città vecchia di Nablus ne ospitava la maggioranza. Uno dei rituali più importanti è il Passover (che può essere tradotto come Pasqua), dove il Sacerdote sacrifica fino a quaranta pecore sulla pietra sacra della montagna. E’ possibile per i visitatori prendere parte alla celebrazione del Passover. La comunità samaritana ha anche un piccolo museo che vale la pena visitare.

5.    La Chiesa di Burqin

6.    Maqams

In tutta la Palestina, specialmente in campagna, ti imbatterai facilmente in piccoli edifici a cupola costruiti in pietra. Queste strutture sono spessi templi, tombe dei santi musulmani. I santuari (in arabo Maqams) erano considerati rilevanti nel campo dell’archeologia biblica dal momento che i loro nomi furono usati nel 18esimo e 19esimo secolo per identificare i luoghi della geografia biblica. Spesso, i maqams si trovano presso alberi di carrube o querce o ancora vicino a sorgenti o pozzi, come testimonio dei rituali adottati dalla popolazione locale. Ali Qleibo, un antropologo palestinese, considera i maqams come un testimonio delle radici religiose cristiane e musulmane nelle antiche religione semitiche.